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Le origini della casa di riposo, secondo concorde affermazione degli storici O. Berltrame e G. Mantese, datano all’anno 1896 in seguito al lascito disposto dal cittadino di Arzignano Sebastiano Scalabrin, del quale l’istituzione porta il nome.

Originariamente la casa di riposo fu aperta nelle antiche case Scalabrin in Via Cavour.

Con riguardo però alla sopraindicata datazione di apertura non sono stati rinvenuti documenti atti a suffragare l’attendibilità della data stessa; esiste invece insospettabile testimonianza secondo la quale l’apertura è avvenuta nell’anno 1898.

All’inizio la casa di riposo fu gestita dalla Congregazione di Carità che era una Istituzione prevista dalla legge 17.7.1890, n. 6972, cui era assegnato il compito di amministrare la beneficenza in ogni comune.

Con Regio Decreto 13 febbraio 1913 la casa di ricovero Sebastiano Scalabrin fu eretta in Ente morale con propria personalità giuridica sotto l’amministrazione dell’anzidetta Congregazione di carità.

La casa di riposo rimase nella sede originaria di Via Cavour fino al 1931, anno in cui ebbe destinazione definitiva nel nuovo fabbricato costruito in Viale Vicenza (ora Via 4 Martiri), con l’intervento anche di ulteriori donazioni dei cittadini, in quanto l’amministrazione dell’epoca, ravvisando ormai insufficienti ed inadeguati gli ambienti ricavati nelle antiche case Scalabrin in conseguenza dell’aumentato numero degli anziani Ospiti, prese la decisione di costruire una nuova casa in posizione più isolata e tranquilla.

La nuova casa di ricovero fu eretta nell’appezzamento di terreno, in zona Calavena, a fianco dell’originario ospedale “Cazzavillan” sia per motivi di salubrità del luogo ma anche per la vicinanza dell’ospedale con il quale si sarebbero potuti unificare, a spesa equamente ripartita, taluni servizi.

La nuova residenza fu aperta agli Ospiti nel mese di settembre dell’anno 1931 conservando la denominazione di Casa di Ricovero “Sebastiano Scalabrin”.

 

Nel 1937 furono disciolte le Congregazioni di Carità e con legge 3 giugno 1937 vennero istituiti gli Enti Comunali di Assistenza che subentrarono alle predette Congregazioni con il conseguente trasferimento di tutte le loro funzioni.

Nell’anno 1938, con Regio Decreto 15.11.1938, l’ospedale di Arzignano e la casa di ricovero vennero trasferite ad un’amministrazione unica, autonoma, composta da un presidente e da quattro consiglieri di nomina Prefettizia, a capo di una Istituzione Pubblica di Assistenza e Beneficenza (IPAB).

In esecuzione del Decreto del Presidente della Repubblica 26.5.1969,  n.542, l’ospedale civile di Arzignano fu poi costituito in ente ospedaliero autonomo a norma della legge 13 febbraio 1968 per cui venne a decadere il preesistente raggruppamento dei due enti (ospedale e casa di ricovero) sotto la denominazione di “Opere Pie Riunite” governate da un unico consiglio di amministrazione.

Da quel momento la casa di riposo ha avuto una propria amministrazione autonoma ed ha conservato la natura giuridica di IPAB.

Fin dai primi inizi della sua attività la nuova amministrazione prese atto dello stato generale di invecchiamento dell’edificio e si rese conto dell’inadeguatezza del fabbricato che, strutturato in base al vecchio criterio delle grandi camerate comuni, con un unico salone centrale di soggiorno che serviva allo stesso tempo da refettorio, da luogo di ritrovo e passatempo, non risultava più adatto alle mutate e più attuali esigenze degli anziani.

Il problema di una più idonea struttura per l’accoglienza degli anziani non era più differibile per cui l’amministrazione ritenne che l’unica soluzione fosse quella di effettuare la costruzione di una nuova unità assistenziale.

Da ciò partì la proposta progettuale che portò alla realizzazione dei tre distinti edifici: Blocco A) per non autosufficienti, Blocco B per autosufficienti, Blocco C o casa albergo (fabbricato quest’ultimo ricavato dalla ristrutturazione del vecchio edificio) rispondenti a specifiche funzioni ed avvantaggiati dalla possibilità di usufruire dei più importanti servizi comuni.

Il nuovo edificio per anziani autosufficienti venne aperto il venerdì Santo 17 aprile 1981 mentre la casa albergo venne aperta il 2 ottobre 1982.

L’edificio ristrutturato, destinato ad anziani non autosufficienti, fu aperto invece nell’anno 1990.

Gli amministratori dell’ente, nel tempo, si resero conto dell’inadeguatezza dei fabbricati e avviarono la progettazione di un complessivo intervento di ristrutturazione e riqualificazione, che ha visto nel corso del triennio 2015-2018, la realizzazione di un primo importante intervento che ha consentito:

•              la completa ristrutturazione del Blocco B e il relativo adeguamento antisismico;

• L’edificazione di un nuovo salone polifunzionale addossato al corpo C e collegato attraverso un tunnel di collegamento al corpo B;

•          L’edificazione, in aggiunta al precedente ascensore, di un monta lettighe nel corpo C.

La situazione attuale vede pertanto l’edificio A collegato all’edificio B attraverso un corridoio nel piano interrato e a sua volta l’edificio B è collegato all’edificio C attraverso un breve tunnel di collegamento all’ampio salone polifunzionale a ridosso dell’edificio C.

I tre edifici dividono pertanto nel seminterrato alcuni locali di servizio quali la cucina, i magazzini, la lavanderia, le sale mortuarie e gli spogliatoi del personale.

Nell’edificio A, non interessato dai lavori di ristrutturazione, sono ospitati al primo piano il Nucleo Camelia (n. 29 posti letto per ospiti non autosufficienti) e al secondo piano il Nucleo Mimosa (n. 25 posti letto per ospiti non autosufficienti). Al piano terra oltre agli uffici amministrativi e un ampio salone ci sono due sale da pranzo ed una locale adibito a luogo di culto.

L’edificio B, oggetto di completa ristrutturazione, ospita al primo piano un Nucleo denominato Rose di totali n. 22 posti letto di cui n.12 posti per ospiti non autosufficienti e n.10 posti per persone in Stato Vegetativo Permanente, mentre il secondo piano è dedicato ad Hospice temporaneo per n. 7 pazienti oncologici.

Al piano terra dell’edificio B vi sono la palestra, la sala pranzo, l’ambulatorio e altri locali a disposizione.

Allo storico edificio C di proprietà del comune di Arzignano, sul quale l’ente ha però un diritto di superfice e di comodato d’uso per 20 anni, è stato aggiunto un salone polifunzionale di 217 mq comprensivo di servizi ed un nuovo monta lettighe che si affianca all’ ascensore preesistente e ospita un reparto per 30 ospiti non autosufficienti e 24 posti per autosufficienti.

Questa configurazione permette all’Ente di accogliere un totale di n. 96 ospiti non autosufficienti, 10 SVP, 7 posti Hospice e 24 ospiti autosufficienti, per un totale di n. 137 utenti.