Le nostra storia

Originariamente la casa di riposo fu aperta nelle antiche case Scalabrin in Via Cavour nell’anno 1898 in seguito al lascito disposto dal cittadino di Arzignano Sebastiano Scalabrin, del quale l’istituzione porta il nome..
 
All’inizio la casa di riposo fu gestita dalla Congregazione di Carità poi, nel mese di febbraio dell’anno 1913, fu eretta in Ente morale con propria personalità giuridica sotto l’amministrazione dell’anzidetta Congregazione di carità.
 
La casa di riposo rimase nella sede originaria di Via Cavour fino al 1931, anno in cui ebbe destinazione definitiva nel nuovo fabbricato costruito in Viale Vicenza (ora Via 4 Martiri), in posizione più isolata e tranquilla, costruito, grazie anche all’intervento di ulteriori donazioni dei cittadini, per far fronte all’aumentato numero degli anziani ospiti.
 
La nuova casa di ricovero fu eretta nell’appezzamento di terreno, in zona Calavena, a fianco dell’originario ospedale “Cazzavillan” sia per motivi di salubrità del luogo ma anche per la vicinanza dell’ospedale con il quale si sarebbero potuti unificare, a spesa equamente ripartita, taluni servizi.
 
La nuova residenza fu aperta agli ospiti nel mese di settembre dell’anno 1931 conservando la denominazione di Casa di Ricovero “Sebastiano Scalabrin”.
 
Nel 1937 furono disciolte le Congregazioni di Carità e con legge 3 giugno 1937 vennero istituiti gli Enti Comunali di Assistenza che subentrarono alle predette Congregazioni con il conseguente trasferimento di tutte le loro funzioni.
 
Nell’anno 1938, con Regio Decreto 15.11.1938, è avvenuto invece il decentramento dell’ente comunale di assistenza dalle locali opere pie (ospedale e casa di ricovero).
 
In conseguenza di ciò la gestione amministrativa dell’ospedale di Arzignano e della casa di ricovero venne trasferita ad un’amministrazione unica, autonoma, composta da un presidente e da quattro consiglieri di nomina Prefettizia, a capo di una Istituzione Pubblica di Assistenza e Beneficenza (IPAB).
 
Nell’anno 1969 l ‘ospedale civile di Arzignano fu poi costituito in ente ospedaliero autonomo per cui venne a decadere il preesistente raggruppamento dei due enti (ospedale e casa di ricovero) sotto la denominazione di “Opere Pie Riunite” governate da un un’ unico consiglio di amministrazione.
 
Da quel momento la casa di riposo ha avuto una propria amministrazione autonoma ed ha conservato la natura giuridica di Istituzione Pubblica di Assistenza e Beneficenza (IPAB).
 
Fin dai primi inizi della sua attività la nuova amministrazione prese atto dello stato generale di invecchiamento dell’edificio sede della casa di ricovero e provvide ai necessari tamponamenti atti a rimediare, in via d’urgenza, le varie problematiche.
 
Ma gli amministratori dell’ente si resero anche conto dell’inadeguatezza del fabbricato che, strutturato in base al vecchio criterio delle grandi camerate comuni, con un unico salone centrale di soggiorno che serviva allo stesso tempo da refettorio, da luogo di ritrovo e passatempo, non risultava più adatto alle mutate e più attuali esigenze degli anziani.
 
Il problema di una più idonea struttura per l’accoglienza degli anziani non era più differibile per cui l’amministrazione ritenne che l’unica soluzione fosse quella di effettuare la costruzione di una nuova unità assistenziale.
 
Da ciò partì la proposta progettuale che portò alla realizzazione dei tre distinti edifici per autosufficienti, casa albergo, e non autosufficienti (fabbricato quest’ultimo ricavato dalla ristrutturazione del vecchio edificio) rispondenti a specifiche funzioni ed avvantaggiati dalla possibilità di usufruire dei più importati servizi comuni.
 
Il nuovo edificio per anziani autosufficienti venne aperto il Venerdì Santo 17 aprile 1981 mentre la casa albergo venne aperta il 2 ottobre 1982.
 
L’edificio ristrutturato, destinato ad anziani non autosufficienti, fu aperto invece nell’anno 1990.
 
Successivamente fu ristrutturato anche il fabbricato per autosufficienti nel quale fu ricavato un ulteriore reparto per persone non autosufficienti.